Archivio mensile:dicembre 2001

Le arguzie di Immanuel Kant

Schermata 2014-04-14 a 20.41.10Copertina nera. Veste editoriale accademica. Il titolo ambiziosamente in tedesco. Il testo puntualmente accompagnato dall’originale a fronte. Le Bemerkungen (letteralmente: “osservazioni”, “annotazioni”) di Immanuel Kant (1724-1804), hanno tutta l’aria di un libro per filosofi di mestiere. Contengono oltre 180 aforismi raccolti e numerati con professorale acribia. Promettono ai compilatori e agli eruditi di aggiungere, fiore all’occhiello di biblio e titolografie, il titolo kantiano mancante. Sarebbe un peccato però che l’oscuro volume appena dissepolto, nella versione italiana, dalle carte delle Kant’s gesammelte Schriften finisse negli scaffali degli addetti ai lavori.

Prima che sia confinato in qualche polverosa biblioteca universitaria, ci affrettiamo a segnalarlo al pubblico dei profani. O digiuni di filosofia. O timorosi delle noie della teoresi. O sospettosi del concettoso rigore del metafisico educato alla scuola di Christian Wolff e allevato all’insegna della più severa religiosità pietista.

A conforto di lettori giustamente impensieriti val forse a poco far presente che esiste un Kant ben diverso dall’autore della Critica della ragion pura. Un Kant arioso, ironico, arguto. Capace di una scrittura distesa (nei mille articoli scritti per le varie rivistucole di Königsberg), vivace e nervosa (nei Sogni di un visionario, in polemica contro lo spiritismo dello svedese Emanuel Swedenborg), pirotecnica addirittura (nel carteggio con l’amico-antagonista Johann Georg Hamann, “il mago del Nord”). Trattasi sempre, infatti, del Kant ufficiale che, lasciati i rovelli e i viluppi della Critica, mantiene, i temi, i toni e il decoro del professore prussiano. Continua a leggere

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