Archivio mensile:novembre 2006

Benn e Oelze nel giardino dei finti destini

Schermata 2014-04-09 a 21.51.56Ah, se vivessi nel suo giardino sarei un poeta! Disse il poeta al ricco proprietario del giardino. Ma Gottfried Benn, domiciliato al primo piano di una casa berlinese di ringhiera, di fronte a un mercatino di Natale, aveva escogitato l’espediente per far planare le sue carte tra i gigli e le clematidi, le dalie e le campanule, le fronde di glicine e le frasche di forsizia che cingevano la dimora patrizia del facoltoso signore di Brema. Dal 1932, con ininterrotta assiduità fino al 1956 – cioè fino alla fine dei suoi giorni -, inviò i suoi scritti al fidato recapito di Kohlhökerstrasse. Autentici, autografi e affettuosamente controfirmati: “Suo Benn”, “Suo G. Be.”, “Suo dévoué”. Elegantemente annotati su carta da lettere azzurra. Scrupolosamente imbustati e spediti all’indirizzo di Friedrich Wilhelm Oelze. Indiscutibilmente un privilegiato. Il quale oltre a essere il rampollo di un’antica dinastia anseatica, erede di casa azienda e fortune paterne, possidente di piantagioni in Giamaica, commerciante di canna da zucchero, importatore di rum e caffè, viaggiatore d’affari ai Carabi, ebbe la sorte di ricevere in anteprima, in esclusiva, in prioritaria ed esplicita destinazione i frutti colti dalle intuizioni dell’artista contemporaneo e quasi coetaneo (appena due anni più vecchio di lui). Raccolti e messi da parte per una vita. Conservati e confezionati nei tre volumi di un monumentale carteggio alla vigilia della morte (avvenuta nel 1976: l’anno della prima edizione tedesca delle 749 “Lettere a Oelze” di cui Adelphi dal 15 novembre propone il primo sostanziosissimo volume). Ma a suo tempo offerti freschi freschi come primizie: perché il destinatario potesse gustarli in tutte le stagioni tra le sue pergole e sotto il suo bersò.  Continua a leggere

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