Archivio mensile:novembre 2013

Come sirena nel mare

Schermata 2014-05-05 a 14.37.13Entri in acqua e ti senti un’aquila in cielo. O un angelo in volo. O una sirena nel mare. O un pesce che guizza nel suo elemento. E se difficilmente vorrai tornare a essere l’immemorabile creatura natante che era il bimbo nella pancia della mamma – “Il grembo materno? Non me lo ricordo. Non voglio tornarci. Neanche con l’aiuto dello psicanalista”, taglia corto l’appassionato newyorchese fondatore del NY City Swim, associazione che promuove spettacolari traversate metropolitane come la tratta dell’East River sotto il ponte di Brooklyn, la circumnavigazione della Statua della Libertà o il periplo di Manhattan – sarai, ormai grande, forte, svezzato, adulto e come non mai libero, il più felice dei mortali felici. A qualcuno – a molti, più di quanti non si creda – il nuoto fa questo effetto. E non stiamo parlando di uno sport da praticare in estate, di un divertimento stagionale o di un passatempo da spiaggia. Per i frequentatori più assidui, i cultori, per non dire fanatici, dell’acqua, il nuoto è un’abitudine costante, un richiamo potente, un appuntamento pressoché quotidiano. E’ “il culmine, il cuore della giornata”, scriveva John Cheever, l’autore del racconto “Il nuotatore” (1964) da cui è tratto il film di Sidney Pollack interpretato da Burt Lancaster, sintetizzando così con una frase che vale come un ammiccamento, una strizzata d’occhio, una segreta stretta di mano, la palpitante aspettativa di chi sa che cosa vuol dire organizzare il proprio tempo in funzione del momento in cui ci si butterà in acqua.  Continua a leggere

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