Archivio mensile:gennaio 2016

Mi ordinarono: uccidi Abele

Letztes_AufgebotDue angeli con la divisa delle Waffen-SS. Due amici fraterni chiamati a recitare la parte di Caino e Abele. Due giovani alle soglie della vita costretti a misurarsi con l’assurdo del Morire in primavera. Vi è un tratto di inconcepibile assurdità nel fondo del romanzo che ha straziato i cuori di Germania, ha suscitato un coro (quasi) unanime di critiche entusiaste nella stampa tedesca, ha fatto gridare al capolavoro o, per il 2015, al libro dell’anno. Uscito lo scorso giugno da Suhrkamp, tradotto ora con raffinato senso della prosa da Riccardo Cravero per Neri Pozza, lo ha scritto il 62enne Ralph Rothmann per raccontare, frugando nei silenzi e nei taciti ricordi del padre, una storia (quasi) vera.

La primavera del titolo è quella del 1945, la stagione che portò alla fine del secondo conflitto mondiale e alla capitolazione tedesca. Per quanto ormai alle strette, con gli inglesi sul confine della Renania-Vestfalia, i russi a Berlino e gli americani sul Reno, la macchina bellica hitleriana continuava ostinatamente a girare bruciando le ultime forze a disposizione: le reclute ancora minorenni, i “soldati da latte”. Due di questi erano Walter e Friedrich, affettuosamente “Ata” e “Fiete”, i due protagonisti del romanzo. Continua a leggere

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Il mondo dei Grimm

biancaneveMagia dell’alfabeto, malia di un glossario da aprire come uno scrigno di segreti, malizia di un mondo ordinato mettendo in fila le parole dalla A alla Z, da “Ärschlein” a “Zettel”, come dire: “da culetto a biglietto”, secondo la formula sconcertante stampata – come titolo del catalogo e della mostra permanente – sull’invito a esplorare il mondo dei Grimm. Grimmwelt, meglio chiarire subito, non è una Disneyland tradotta in lingua germanica e trasposta in terra teutonica. Le comitive di turisti in viaggio a Kassel e in visita a nuovissimo museo dedicato all’universo dei fratelli collezionisti di favole non si aspettino di varcare il cancello del regno fatato come la porta d’ingresso di un parco di divertimenti. Negli spazi espositivi estesi per oltre duemila metri quadri fin sul tetto panoramico della struttura edificata come un avveniristico maniero non troveranno rospi da baciare, torri da scalare arrampicandosi alla lunga treccia di Rapunzel, la bionda Raperonzolo, o lupi da smascherare tra le lenzuola e sotto la cuffietta della nonna di Cappuccetto Rosso. Potranno, sì, sedersi alla tavola dei sette nani di Biancaneve. Porre domande allo specchio parlante che lusingava le brame della Matrigna. Scoprire, sfogliando autografi ricettari, i prodigi e le insidie del più bizzarro e bitorzoluto dei frutti, la mela cotogna. O rompere il sortilegio della figlia del mugnaio condannata a filare oro dalla paglia, sentendo pronunciare in ventotto lingue diverse il nome dello gnomo Tremotino, tradotto anche come Gambolino, ovvero, in originale, Rumpelstilzchen. Solo scoprendo come si chiamava il misterioso omino zoppo che la teneva in suo potere e minacciava di rapirle il figlio primogenito la ragazza, andata in sposa al re, avrebbe spezzato l’incantesimo e salvato da malasorte il principino. Potenza seducente, effetto dirompente di un nome…  Continua a leggere

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