Archivi categoria: fumetti

Benvenuti a fumettopoli, la città su carta

Schermata 2016-01-26 a 03.14.27L’idea è quella di entrarci dentro, ma senza passare per la porta. Una via di accesso alternativa e sorprendente, avventurosa e divertente alle problematiche dell’architettura, alle complessità della struttura di un edificio o di un progetto urbanistico, è quella che si apre nella cornice di un fumetto: nel riquadro di un comic-strip come nel varco inatteso di una panoramica finestra. Non è affatto un ingresso di servizio, a giudicare dalle visioni spettacolari che si offrono a chi si affacci sulle teche espositive – letteralmente allestite come frame, come le sezioni di una striscia – della mostra Arkitektur-Striper, ovvero Architecture in Comic-Strip Form, aperta a Oslo fino a fine febbraio.

In principio, ovvero all’inizio del Novecento, quando le due forme di espressione figurativa presero a guardarsi reciprocamente con interesse, erano visioni oniriche. Continua a leggere

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Nel paese dei Mumin

Schermata 2014-11-16 a 13.59.59Non che si fosse mai riproposta di essere pedagogica. Ma i milioni di bambini che adorarono e adorano i suoi Mumin hanno trovato in lei una maestra d’eccezione. Non che Tove Jansson (1914-2001) abbia mai avuto in mente di insegnare alcunché, men che meno a un pubblico infantile. Ma la lezione trasmessa dai suoi panciuti ippo-troll, le fantastiche figurette da fumetto, un po’ ippopotami, un po’ folletti, che creò negli anni Quaranta e continuò a disegnare per trentacinque anni di gloriosa attività di fumettista resta impagabile, inossidabile, intramontabile. Imparare a essere soli. A stimare il prezzo della libertà e a calcolarne gli effetti collaterali e le controindicazioni. Accettare l’ignoto, l’inesorabile, l’incerto come una sorpresa, una consolazione, un costante motivo di meraviglia. E poi scoprire le misure incomputabili del tempo, il gioiello inafferrabile dell’amore, la potenza indomabile della natura e quella addomesticabile della paura…

Proprio per fare i conti con le proprie paure e con le minacce che gravavano sul suo tempo l’artista finlandese nata a Helsinki il 9 agosto 1914 – proprio cento anni fa – e appartenente alla minoranza di lingua svedese, si inventò negli anni della seconda guerra mondiale un luogo fatato, uno spazio di fuga, un regno da fiaba dove ambientare storie da raccontare cominciando con un “c’era una volta” e concludendo con un promettente lieto fine. Continua a leggere

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