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Ho visto l’assassino da quella finestra

Da Oslo (Norvegia)

Dag SolstadDag Solstad è autore che si legge ridendo a denti stretti. Che sia per la sua declinazione squisitamente norvegese della nota arguzia nordica, o per il particolare mix di ingredienti – provocazione, indignazione, passione letteraria, impegno e disincanto – che rendono unico il sapore dei suoi libri. Umorista malgré soi, «non ho mai avuto intenzioni umoristiche, ma ho un’antenna speciale per captare l’assurdo delle situazioni, che alla fine risultano comiche», dice. Moralista senza mai farti la morale o darti una lezione, sa inchiodarti alla pagina analizzando il passo di un dramma di Ibsen, salvo poi far perdere le staffe e pure il posto al prof che stava spiegando quel passo ai suoi svogliati studenti (accade in Timidezza e dignità). E sa intrigarti con la scena di un delitto che solleva tante domande nel suo testimone da far sì che, alla fine, ciò che interessa meno è proprio la soluzione del caso di omicidio. È quanto accade in La notte del professor Andersen in uscita nei prossimi giorni da Iperborea.

Il Prof. Andersen abita proprio in questo quartiere di Oslo, all’angolo con la sua via. Lei stesso potrebbe aver visto dalle sue finestre la scena criminale cui assiste il suo personaggio. 

Ah sì, guardi (si alza di scatto e indica la casa di fronte): la scena si è svolta proprio là, dietro quella finestra. A dire il vero quando mi è venuta in mente tutta la storia ero in cucina, che dà sul cortile interno, ma la scena mi era parsa nell’insieme un po’ triste e decisamente troppo hitchcockiana, La finestra sul cortile… Così mi sono spostato qui in salotto e, cambiando stanza, sono passato dal cinema alla letteratura.  Continua a leggere

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Lislevand, Nuove Musiche

da Monaco di Baviera

Schermata 2014-04-05 a 19.59.31Possibile che nel 1600 suonassero cosi? Sembrava chiedersi sabato sera il pubblico tedesco – emozionato, spettinato, vistosamente entusiasmato – al Prinzregententheater di Monaco. Una passacaglia come un flamenco? Una danza di corte come un ballo andaluso? Una melodia barocca come una canzone piena di pepe e piena di fuoco? “Impossibile fare come se dal 1600 non avessimo più ascoltato musica per 400 anni”, replica Rolf Lislevand. Che nei suoi 40 anni – o appena di più – ha ascoltato il jazz scandinavo e la fusion che suonava da ragazzo nei locali della natia Oslo; le follie travolgenti – ovvero le folias tradizionali – di Spagna che ha suonato sulla tiorba e sul liuto nelle orchestre catalane di Jordi Savall; i canti delle ninfe rinascimentali e le canzoni d’autore più attuali dell´Italia dove – vicino a Peschiera del Garda – vive da un buon quindicennio.  Continua a leggere

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