Archivio mensile:agosto 2015

Poesia come se piovesse

P1020035La tentazione di aprire il cancello, di alzare il coperchio, di dare una sbirciata nel giardino di Jan Wagner era troppo forte. La sorpresa che ha destato, l’euforia che ha suscitato illustrandone angoli e dettagli sapientemente pennellati con le parole non potevano lasciare indifferenti. Quarantamila copie vendute, la permanenza di varie settimane nella classifica dei bestseller, la vincita del premio della Fiera del libro di Lipsia, fino ad ora sempre assegnato alla prosa, sono record inauditi per una raccolta di poesie, sia pur composta in lingua tedesca e proposta al pubblico dei lettori forti di Germania che, per formazione, educazione, tradizione, hanno l’orecchio più allenato alla musica e alla lirica. Fatto sta che il fortunato e straveduto volumetto – pubblicato da Hanser Verlag con il titolo di «Regentonnenvariationen», ovvero “Variazioni sul barile di pioggia”, confezionato in copertina rigida ornata da un grazioso motivo di alchechengi – ha sbaragliato la top ten della narrativa tedesca e ha fatto gridare alla rinascita della poesia. O alla sua riscoperta in chiave pop.

Ma com’è che una raccolta di versi così eleganti e preziosi si è conquistata tanta popolarità? Che cosa cela quel barile di pioggia girando attorno al quale Jan Wagner ha intrecciato con tanta malia le sue variazioni?

E’ una botte di legno, un recipiente per l’acqua piovana, chiuso da un coperchio e sistemato al centro di un giardino. Sta “dietro casa”, “sotto un susino”, sorvegliato dall’occhio gigante di un merlo. Sembra “un forno alla rovescia” perché, anziché esalare fumo, può inghiottire le nuvole. Se ne resta immobile, “freddo, sereno”, “come un maestro zen”. Profuma come un lago di bosco, serba un abisso raccolto in sé, e non lo cede. Eppure risale qualcosa attraverso di esso. Continua a leggere

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