Archivi tag: Cortázar

La tierra dei libri

Schermata 2014-04-14 a 14.52.50Un labirinto di storie vere e fantastiche che si snoda attorcigliandosi in verticale e punta arditamente verso il cielo. Una vertiginosa spirale di scaffali che cattura chi ci si addentra a ogni gradino e virtualmente apre su ogni mattoncino – tutti testi multilingue, ben rilegati e chiusi da una copertina – una via di uscita per la tangente verso nuove traiettorie orbitali. Una “Torre de Babele de libros”, edificata a Buenos Aires capitale internazionale della cultura dall’artista Marta Minujín che, impilando sull’altezza di ventotto metri una mole di trentamila volumi, ha dato espressione concreta e massiccia, aerea e simbolica, colossale e spettacolare al singolare approccio latino alla letteratura. L’installazione è temporanea, ma eretta con opere eterne. Sorta per la fiera argentina del libro, sarà smontata già a fine maggio, Ma sia pure per un attimo contiene nella sua fragile griglia lo spirito di una tradizione che da sempre insiste a spalancare libri, biblioteche, librerie e enciclopedie per comprendervi universi multipli, multiformi e meravigliosi.

Un monumento siffatto – di fatto un castello di carte – poteva sorgere solo là dove il realismo è magico e dove si compiono scorribande libresche emozionanti come imprese gauchesche. Dove le indagini erudite sono vissute come scoperte esotiche e le ricognizioni teoriche danno luogo a rivelazioni simboliche. Dove l’impressione del sogno, dell’inaudito, del mistero pervade un’intera tradizione di fatto inesistente e dunque tutta da inventare e da immaginare. Continua a leggere

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Il giro del giorno in ottanta mondi

Schermata 2014-04-05 a 19.08.40Basta invertire la marcia e si guadagna un sacco di tempo. Percorrendo alla rovescia il grand tour di Phileas Fogg, ribaltando come un guanto – o come un calzino, o come un tappeto – il titolo di Jules Verne, “Il giro del mondo in ottanta giorni” si trasforma, per lo sbalordimento di astronauti, aeronauti nel pallone e Passepartout, nel “Giro del giorno in ottanta mondi” (Alet, 304 pp. 17 euro). Senza offesa per la saga planetaria – più che omonima: speculare – del grande francese: il “grande cronopio” che Julio Cortazár (per il quale la parola “cronopio”, inventata a un concerto di Louis Armstrong nel ’52, eletta a intitolare i suoi racconti del ’62, voleva dire tutto quel che significa un genio, un matto e un figo) si era tenuto davanti fin dall’adolescenza come specchio di mille brame, per leggervi dentro la promessa di reami cui approdare più in fretta che viaggiando “al centro della terra” o “Dalla terra alla luna” o “Ventimila leghe sotto i mari”. “C’è un mondo, ci sono ottanta mondo al giorno mi ripeteva Jules Verne senza che lo capissi del tutto”. Continua a leggere

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